L’antifascismo ri-smarrito

Per noi gufi, un tentato pluriomicidio di uno che fa il saluto romano è un tentato pluriomicidio di un fascista e se qualcuno lo derubrica a gesto inconsulto di uno squilibrato, inserito nelle liste elettorali di un partito nelle elzioni amministrative del 2017, saltiamo sul nostro ramo, voliamo via esterrefatti e ci rifiutiamo di condividere un albero con chi fa queste affermazioni indecenti. Ci eravamo appena congratulati per l’antifascismo ritrovato del PD quando scopriamo che in quel partito c’è chi mette sullo stesso piano le manifestazioni antifasciste e quelle filofasciste che è come vietare sia un corteo di mafiosi sia un corteo che vuole manifestare solidarietà alle vittime della mafia e nessuno a far notare che essere nati dalla parte più fortunata del Mediterraneo non è affatto un merito. Il 10 giugno, anniversario della morte di Matteotti per il quale il fascismo non era un’opinione, ma un crimine è anche il giorno in cui un dittatore schifoso, la cui amante antisemita non può essere oggetto di satira (ma poi siamo tutti Charlie!), dichiarò ignominiosamente guerra alla già sconfitta Francia. In quel giorno noi gufi proponiamo di avvolgere in un drappo nero -come aveva fatto la vedova di Battisti, Ernesta Bittanti, con il monumento del marito alla notizia di un’adunata fascista a Trento - cippi, monumenti, lapidi commemorative, dedicati ai caduti per la Liberazione nelle città in cui avranno vinto le elezioni forze politiche che minimizzano il rigurgito fascista in Italia.

