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Nota Stampa. Il “Piano per il Diritto allo Studio” Senza diritti. E senza soldi

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Un Piano per il Diritto allo Studio, nel rispetto della Costituzione (art.34), e tenendo conto della grave situazione economico-sociale in cui si trova il Paese e, quindi, anche Magenta e il Magentino, dovrebbe essere pensato partendo in primissimo luogo di un elemento fondamentale: COME destinare le scarse risorse disponibili ai “capaci e meritevoli”, per permettere loro di raggiungere i gradi più alti degli studi “anche se privi di mezzi”.

In poche parole: il Piano per il Diritto allo Studio dovrebbe garantire a chi economicamente non se lo può permettere, ma se lo merita e se lo suda, per capacità e doti personali, di studiare ed eccellere.
Per se stesso e per la propria comunità.
Sembrerebbe ovvio, ma non lo è affatto.
Il nuovo Piano per il Diritto allo Studio, presentato in Consiglio Comunale venerdì sera da una Amministrazione Comunale relativamente fresca di nomina (i primi 100 giorni sono trascorsi senza fuochi d’artificio e senza petardi …), e che dichiara ogni due per tre di voler segnare una svolta, dare un segnale di discontinuità con chi l’ha preceduta, guardare al futuro, è invece un mezzo bluff.
Mezzo perché qualcosa da salvare c’è.
 
Tre punti PRO
  1. L’intenzione - per ora solo annunciata - di introdurre un sistema triennale di convenzione con le scuole materne non statali, ci vede assolutamente d’accordo: se realizzata, la convenzione permetterebbe di soddisfare le esigenze legittime di queste scuole, che potranno finalmente programmare le proprie attività didattiche con un minimo di respiro temporale, affidare incarichi di lavoro e - c’è da sperarlo - contenere le rette, contenendo, di conseguenza, anche la spesa per le famiglie che dovessero scegliere il servizio pubblico offerto da una scuola non statale.
  2. La decisione, sempre annunciata in aula dall’assessore Gelli, di rivedere le fasce ISEE: un indicatore importante per chiunque voglia usufruire dei servizi comunali, che oggi ci sembra francamente bisognoso di essere rivisto, anche alla luce della difficile situazione economica in cui versa il nostro territorio.
  3. La decisione di istituzionalizzare un tavolo di coordinamento tra Amministrazione e mondo della scuola, aperto al contributo di esperti esterni su singole e specifiche materie. In altri territori, questi tavoli sono serviti per una progettazione mirata di medio e lungo periodo, che ha dato i suoi frutti. Auspichiamo che venga data la massima pubblicità ai lavori di questo “tavolo di coordinamento” e che il coinvolgimento di esperti - purché di veri esperti si tratti - sia reale, e non solo annunciato.
Tre punti CONTRO
  1. È un piano che presenta, con buona pace dei moderati della maggioranza, un taglio decisamente ideologico. Nella premessa, vengono indicati come “elementi prioritari della proposta” “… la consapevolezza delle nuove fragilità, dei nuovi pericoli (bullismo, droga, malattie sessualmente trasmissibili, malattie correlate alla carenza di igiene) a cui i nostri giovani sono quotidianamente esposti e la conoscenza delle nostre regole sociali, cui gli immigrati devono adeguarsi”.
Perché unire la lotta al bullismo, alle dipendenze e a tutti i mali del mondo alla necessità che gli immigrati conoscano le nostre regole sociali?
Cosa c’entra questo con un Piano per il Diritto allo Studio?
  1. È un Piano costruito con pochi dati, e i pochi citati sono del tutto inutili a comprendere la situazione su cui le decisioni della maggioranza andranno a incidere. L’unico dato che sembra stare davvero a cuore alla maggioranza leghista è il numero dei bambini stranieri presenti nelle scuole di Magenta. In realtà, il vero dato - se proprio lo si volesse sottolineare, con il desiderio autentico di lavorare e di intervenire in un’ottica di giustizia sociale e di vera integrazione - dovrebbe essere quello dei bambini stranieri neo-arrivati. Se si facesse questo sforzo, ci si renderebbe conto che, probabilmente, Magenta non è diversa dal resto del Paese: anche l’ultimo rapporto MIUR conferma che la maggior parte degli alunni stranieri presenti nelle nostre scuole è di seconda generazione, ovvero si tratta di bambini nati in Italia.
  2. È un Piano che non spende un soldo in borse di studio né in progetti contro la dispersione scolastica, che resta ancora il problema più grande per la scuola italiana. Già don Milani scriveva: “La scuola ha un problema solo: i ragazzi che perde”. In questo ragazzi italiani e ragazzi stranieri sembrano, in tutti i dati che il MIUR mette a disposizione, accomunati dallo stesso destino. Chi ha un profitto basso tende a fare fatica a proseguire gli studi.
Questi sono i dati reali e significanti che ci sarebbe piaciuto trovare nel Piano del Diritto allo Studio della città di Magenta e su questi dati avremmo voluto veder impostato un ragionamento serio e l’inizio di un percorso nuovo da parte di questa Giunta.
Infine, tre elementi di GRANDE PERPLESSITA’
  1. Si dichiara l’intenzione di dare importanza allo sport e alla pratica sportiva tra i ragazzi in età scolare. Lodevole iniziativa. Andando però ad analizzando meglio le progettualità proposte, viene fuori che lo sport su cui si intende interviene è la boxe, con il coinvolgimento di una sola associazione sportiva tra le tante presenti in città per la realizzazione di un progetto rivolto alle scuole secondarie di II grado, che non sono neppure di competenza diretta dell’Amministrazione Comunale.
  1. Si introduce, come elemento di novità, il coinvolgimento, a titolo gratuito, di docenti in pensione in attività didattiche da concordare con le direzioni didattiche. Senza nulla togliere ai tanti docenti in pensione ancora in gamba e sicuramente in grado di intervenire su progetti specifici, viene spontaneo interrogarsi sull’essenza di questa “novità”: il volontariato si fa altrove, non a scuola.
La scuola ha bisogno di interventi di qualità fatti da professionisti preparati, aggiornati, al passo con i tempi. La scuola cambia sempre più velocemente: c’è bisogno di formazione e di aggiornamento professionale forse più che in altri settori.
La scuola ha bisogno di risorse: giocare sulla leva del volontariato per smettere di investire o per investire sempre meno nella scuola non fa il bene della scuola né, alla fine, del Paese.
  1. Il Piano introduce, come novità assoluta, la predisposizione di un questionario di gradimento.
Su cosa, esattamente, ci si dovrebbe esprimere? Sul servizio mensa? Sui trasporti scolastici?
Chi usufruisce delle risorse di un Piano per il Diritto allo Studio serio e articolato non è un cliente o un consumatore, e la scuola non è un negozio che vende un prodotto.
Chi usufruisce, o dovrebbe usufruire, del Piano per il Diritto allo Studio sono persone capaci e meritevoli che, per una ragione qualsiasi, non hanno i mezzi per poter studiare.
Vogliamo misurare il gradimento di un diritto?
Questa è la logica aziendalista che vorrebbe ridurre anche il Diritto allo Studio ad una merce o ad un bene di cui disporre a proprio piacimento.
In sostanza, siamo davanti a un documento che riparte dal triste lascito dell’Amministrazione precedente, sfoltendo la lista – decisamente lunga – dei progetti che nessuno si filava e sostituendo ai soliti nomi altri nomi.
Nulla di più.
L’Amministrazione Calati non ha presentato un vero Piano per il Diritto allo Studio, ma un collage di progetti para educativi con un pregiudizio di fondo a cui si cerca di dare credito usando dati inutili.
Niente diritti per i capaci e i meritevoli privi di mezzi.
Niente fondi.
Niente diritto al futuro.
 
Silvia MINARDI
capogruppo consigliare per PROGETTO MAGENTA
 

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Foto: La Foto è di Lucrezia Cantarello - Proprietà Privata -

 


 

 

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Magenta è un comune italiano di circa 24.000 abitanti, facente parte della Città metropolitana di Milano in Lombardia.  La sua notorietà è legata alla battaglia di Magenta del 4 giugno 1859, al Parco del Ticino e all'omonimo nome del colore.

Il Comune è retto da una maggioranza di Centrodestra. La Coalizione Civica Progetto Magenta siede tra i banchi della minoranza con i Consiglieri Comunali Silvia Minardi (Capogruppo) e Valentina Campana.

(Pagina risultati elettorali giugno 2022)